Seguono alcune delle domande che abbiamo ricevuto al numero verde. Leggile e se hai altre curiosità chiamaci anche tu.

 

Il cibo biologico è più salutare del cibo convenzionale?

Un nostro consumatore ci ha posto questo interrogativo, probabilmente spinto da i numerosi scandali sul maltrattamento degli animali e dalle richieste del mondo ambientalista che fanno pressione sul governo per vietare i pericolosi pesticidi usati in agricoltura, primo fra tutti il diserbante glifosato.

Nelle ricerche delle associazioni di consumatori sugli alimenti da agricoltura convenzionali sono stati ritrovati fino a 8 pesticidi diversi nella frutta dei supermercati (per maggiori informazioni potete scaricare l’articolo completo di Altroconsumo a questo link https://www.altroconsumo.it/~/media/altroconsumo/images/paper%20publications/altroconsumo/2014/284/pesticidi%20in%20frutta%20e%20verdura%20la%20nostra%20inchiesta/reference/attach/ac284_010014_pesticidi.pdf?la=it-it) e residui importanti di glifosato nella pasta delle più importanti marche italiane e nelle birre tedesche ( è possibile visionare i test a questo link https://granosalus.it/2017/02/26/lo-dicono-le-analisi-don-glifosate-e-cadmio-presenti-negli-spaghetti/ ).

Nei prodotti Bio la situazione è completamente diversa, infatti le stesse associazioni dei consumatori non rilevano residui nei prodotti Biologici (come è possibile vedere al seguente link https://granosalus.it/2017/12/02/glifosato-test-granosalus-svela-assenza-su-nove-marche-di-spaghetti-bio).

Molti dei prodotti chimici di sintesi usati oggi hanno effetti dannosi e conosciuti per questo l’associazione dei medici per l’ambiente esprime il suo pieno supporto all’agricoltura Biologica, si possono vedere ulteriori dettagli sui danni alla salute derivante dai composti chimici usati nel documento nel documento ISDE al seguente link http://www.isde.it/wp-content/uploads/2015/03/2015-03-Position-Paper-PESTICIDI-finale.pdf.

 

Come faccio a capire se un prodotto è Bio?

E’ semplice troverai il logo bio europeo, rappresentato da una foglia stilizzata composta da 12 stelle bianche su fondo verde.

 

Oggi che il Bio è diventato un fenomeno diffuso, molti si interrogano relativamente alla presenza di sempre più imprenditori che vogliono far soldi nel mondo del Bio, per questo oltre alla fogliolina è una garanzia aggiuntiva scegliere i prodotti da produttori che hanno sempre aperte le porte delle proprie aziende e dei propri campi.

Inoltre esistono GAS-gruppi di acquisto solidali, CSA-communiti support agricolture che stringono rapporti con i produttori e ne controllano l’attendibilità, li supportano in caso di difficoltà e fanno in modo che si possa conoscere bene ciò che si mangia.

 

Perché il biologico costa di più?

I prodotti biologici sono sempre stati effettivamente più costosi rispetto a quelli ottenuti con metodi tradizionali, il che in passato è stato percepito come un ostacolo all'evoluzione di questo settore. Oggigiorno però c'è un numero sempre maggiore di consumatori disposti a pagare di più per alimenti in grado di offrire maggiori garanzie di qualità e di sicurezza.

Di fatto il prezzo più alto dei prodotti biologici è motivato dal tipo di coltivazione, da un'esigenza maggiore di manodopera e da un maggiore scarto di lavorazione e prodotto (è severamente vietato infatti l'uso di conservanti chimici); anche se …il fattore più determinante risiede nel circuito distributivo, che è ancora oggi nelle mani di pochi in grado di permettersi di governare il sistema dei prezzi e che fino ad oggi ha giocato sulla esclusività del prodotto.

 

Naturale è biologico o biologico è naturale?

Occorre fare molta attenzione: le parole ecologico, naturale e bio sono tra le parole più abusate nelle pubblicità e sulle etichette dei prodotti alimentari. Tutto ciò a scapito del vero settore biologico. Molti prodotti alimentari vengono venduti evocando un'agricoltura "naturale", ma non sono né certificati né biologici.

Dobbiamo diffidare di un cibo chiamato genericamente “naturale” o con un packaging che richiama alla natura casomai con il medesimo verde del simbolo del biologico, questo atteggiamento mira a generare confusione e far passare un prodotto convenzionale come "biologico".

Se vogliamo un cibo biologico ricordiamoci di verificare sempre la presenza del simbolo del biologico: la foglia fatta dalle stelle dell’unione europea.

 

Cosa significa “biologico”?

Come cita il Regolamento del Parlamento europeo, “La produzione biologica è un sistema globale di gestione dell’azienda agricola e di produzione agroalimentare basato sull’interazione tra le migliori pratiche ambientali, un alto livello di biodiversità, la salvaguardia delle risorse naturali, l’applicazione di criteri rigorosi in materia di benessere degli animali e una produzione confacente alle preferenze di taluni consumatori per prodotti ottenuti con sostanze e procedimenti naturali”. (Reg. CE n. 834/07)

L’agricoltura biologica in punti:

– Esclude l’utilizzo di prodotti chimici di sintesi come fertilizzanti, diserbanti, insetticidi e anticrittogamici per la concimazione dei terreni, per la lotta alle erbe infestanti, ai parassiti animali e alle malattie delle piante;

– E’ di tipo estensivo (e non intensivo) che – attraverso la rotazione delle colture, l’utilizzo di fertilizzanti organici, le ridotte lavorazioni – si integra nei processi naturali in modo compatibile e rispetta l’ambiente (il terreno, l’acqua, l’aria), la salute degli agricoltori e quella dei consumatori;

– Pone elevata attenzione alla salvaguardia dei sistemi e dei cicli naturali, al benessere e al rispetto delle esigenze etologiche degli animali e all’equilibrio tra essi;

– Esclude l’impiego di organismi geneticamente modificati (OGM), vale a dire tutti quegli organismi in cui parte del genoma viene modificata tramite le moderne tecniche di ingegneria genetica.

Perché tanta attenzione al "biologico"?

Negli ultimi anni le preoccupazioni dei consumatori, innescate dagli scandali alimentari (mucca pazza, polli alla diossina, etc..) e da alcuni sviluppi tecnologici come la modificazione genetica (alimenti OGM) e l'irradiazione degli alimenti, si sono tradotti in allarmi per la sicurezza alimentare e in una crescente domanda di garanzie di qualità e di maggiori informazioni sui metodi di produzione. Attraverso i media e la naturale presa di coscienza insita in ciascuno di noi si è diffusa in questi ultimi anni la consapevolezza di possibili danni irreversibili recati all'ambiente da pratiche che comportano l'inquinamento del suolo e delle acque, lo spreco delle risorse naturali e la distruzione di delicati e ormai rari ecosistemi e si è fatto appello ad un atteggiamento più responsabile nei confronti di tutto ciò che ci circonda. 

In tale contesto l'agricoltura biologica, un tempo considerata un metodo di produzione marginale, volta a soddisfare le esigenze di un mercato di nicchia, è venuta alla ribalta come metodo agricolo in grado di rispondere alle richieste dei consumatori: la produzione di un cibo sano, sicuro ed ecologico.